Ricordiamo qui le storie dei valorosi eroi caduti nella spietata lotta contro il Caos Malvagio. Una lista destinata ad allungarsi sempre più…

Phenix
Phenix è un traldariano di 16 anni, appena sottopostosi alla Cerimonia del Taglio. Povero, trova conforto nel Culto di Halav. Morto trafitto alla gola da una freccia di goblin. Ultime parole: “Re Halav, perdonami!”
SKIOCK! [fustigata dell’adepto sulla schiena]
Sopravvissuto alle Caverne del Caos per 2 giorni.

Pippin Clockwork
Un halfling delle Cinque Contee che ama il lusso e la bella vita. Ama fare sfoggio di ciò che possiede e gli piace scoprire e custodire oggetti insoliti e preziosi, come il pugnale d’argento che gli è stato tramandato dai suoi avi. Profondamente ateo, gli piace conoscere il mondo e le belle ragazze. Morto con il volto spappolato da un colpo a sorpresa inferto dalla mazza del prete traditore della Rocca, mentre stava scappando dai goblin.
Ultime parole: non ha avuto il tempo di proferire parole e muore con un ghigno di sorpresa stampato sul volto per il tradimento del prete. L’ultima immagine nella sua testa è quella di lui che porge alla figlia del locandiere una collana di preziosi. Addosso ha con sé una lettera che aveva scritto alla fanciulla la notte precedente, prima della sua spedizione nelle Caverne del Caos.
Sopravvissuto alle Caverne del Caos per 2 giorni.

Sundariel
È un elfo Callarii. Elegante e socievole, indossa sempre il suo mantello verde con sopra ricamata una grande foglia. Morto ucciso da una freccia di goblin.
Ultime parole: “Tutti i goblin devono essere sterminati!”
Sopravvissuto alle Caverne del Caos per 2 giorni.

Valerius Pompeus
Thyatiano, terzogenito di una famiglia di nobili minori, nonostante le tante arie che sempre si dà , non è mai riuscito ad entrate nelle scuole di magia di Thyatis. La frustrazione l’ha quindi portato a Karameikos, dove con grande facilità (e con i soldi di famiglia) è riuscito ad entrare nella Gilda dei Maghi di Karameikos. Per poi scoprire – quasi subito – che lo studio non faceva per lui; ragion per cui, con la scusa della Cerimonia del Taglio, si è immediatamente lanciato in una vita di improbabili avventure, che probabilmente lo stancherà altrettanto rapidamente…
Morto ucciso dagli adepti, seguaci del prete traditore della Rocca.
Ultime parole: “Era meglio se me ne restavo a Thyatis…”
Sopravvissuto alle Caverne del Caos per 2 giorni.

Aldus
Pur di origini nobiliari thyatiane, Aldus è stato ripudiato dalla sua famiglia e adesso è povero in canna. Non troppo brillante, Aldus si è ridotto a fare il guerriero mercenario.
Morto per un colpo di machete di un orco, che gli ha reciso un braccio e aperto la cassa toracica .
Ultime parole: [non pervenute]
Sopravvissuto alle Caverne del Caos per 2 giorni.

Argreen (con la N)
Argreen era un nano di Casa di Roccia. Ricco sfondato, era probabilmente giunto alla Rocca del Castellano in cerca di nuove emozioni.
Morto in seguito ad una serie di colpi ripetutamente inflitti in pieno petto da un orco col suo machete.
Ultime parole: [non pervenute]
Sopravvissuto alle Caverne del Caos per 2 giorni.

Compagnia della Collana
Erano tre mercenari provenienti dalla malfamata Isola di Fogor nella cittadina de La Soglia.
Il loro capo è morto onorando un debito con Bollo Rin, prendendosi una lancia in pieno petto al posto dell’halfling. Un altro è morto trafitto al cuore da una freccia di goblin. Il terzo è morto colpito in pieno petto dal machete dell’orco mercenario.
Ultime parole: “Adesso siamo pari, Bollo Rin…”
Sopravvissuti alle Caverne del Caos per 2 giorni.

5 Mercenari senza nome
Facevano parte del secondo gruppo di mercenari, quello in cui si trovava anche Kit Fisto. Il loro capo da sempre bullizzava il povero Kit Fisto per la sua ignoranza. Il primo di loro è morto ucciso da un goblin della guardia del Re dei Goblin, proprio al termine del combattimento, quando ormai il
gruppo sembrava avercela fatta.
Gli altri sono morti all’uscita della caverna dei goblin, nell’agguato degli hobgoblin richiamati dalle femmine goblin.
Ultime parole: “Ciao Kit Fisto, amico mio…”
Sopravvissuti alle Caverne del Caos per 2 giorni.

Argreem Tin (con la M)
Argreem (con la M) è il fratello del defunto Argreen (con la N). Anche lui è un nano di Casa di Roccia. È giunto alla Rocca del Castellano in cerca di avventure e di ricchezze. Il padre non voleva mandarlo, ma lui gli ha rubato dei soldi ed è partito lo stesso, privo persino di armatura!
Ultime parole: “Credo in voi, amici miei. Spero che almeno voi ce la facciate. Non indugiate, quindi: usate la pozione di invisibilità!”
Sopravvissuto alle Caverne del Caos per 3 giorni.

I Mercenario del Porco Giuda
Sono avanzi di galera e molto attaccati ai soldi: però hanno una dignità e detestano gli schiavisti dell’Anello d’Acciaio.
Erano tre. Il primo di loro è morto nelle plaudi, dissanguato, con un piede mozzato da uno scarabeo gigante di fuoco.
Sopravvissuti alle Caverne del Caos per 4 giorni.

Ariel
Elfa Callarii, cugina di Sundriel. Perfino fra gli elfi è considerata di particolare bellezza. Lei ne è consapevole e non fa nulla per
nasconderlo, a partire dai vestiti sgargianti che indossa.
È morta trafitta dalla daga della guardia del corpo di uno dei due capi degli orchetti.
Ultime parole: “Lo sapevo che non dovevo fidarmi del ‘geniale’ piano di un halfling…”
Sopravvissuto alle Caverne del Caos per 9 giorni.

Balthazaar
Balthazaar viene dai Principati di Glantri, un’incantocrazia a nordovest del Granducato di Karameikos, e più precisamente dal Principato elfico di Belcadiz. Privo di qualsiasi capacità magica, Balthazaar se voleva avere un futuro doveva per forza abbandonare la sua patria. E così ha fatto, girando il mondo e prosperando grazie a piccoli furti.
Morto per mano dei due adepti del falso “Prete del Culto di Halav”. I due, dopo averlo ucciso a mazzate, si sono accaniti sul suo cadavere, continuando a percuotere il suo cranio per terra con le loro mazze fino a ridurlo a una poltiglia. Il sangue di Balthazaar schizzò ovunque e il suo cervello divenne una poltiglia spalmata sulle foglie imbrunite del sentiero.
Non sono pervenute le sue ultime parole.
Sopravvissuto alle Caverne del Caos per 11 giorni.

Marcus Aurelius
Un guerriero grosso e bello, iscritto al Regno dei Ladri pur essendo un guerriero, è in realtà un reclutatore, giunto alla Rocca del
Castellano perché si dice che qui si nascondano membri della gilda in fuga.
Ironia della sorta, nonostante la sua affiliazione con il Regno dei Ladri, è morto mentre il gruppo stava cercando di sottomettere la tribù degli uomini lucertola della palude per saldare il proprio debito con l’Anello d’Acciaio. Gli uomini lucertola lo hanno ucciso con le loro clave di pietra. Il primo colpo, inflitto dalla clava di pietra di uno di loro, lo ha colpito in pieno petto, piegando la sua armatura e facendogli mancare il fiato per alcuni secondi. I secondi che sono sufficienti a fargli abbassare la guardia e ad essere colpito in pieno cranio dal secondo uomo lucertola. Il colpo gli ha fracassato l’elmo, distruggendogli il cranio. La clava si è sollevata, gocciolando il suo sangue ovunque.
Ultime parole: “Maledetto Anello d’Acciaio, lo sapevo che non dovevo prestarmi ai tuoi giochi…”
Sopravvissuto alle Caverne del Caos per 2 giorni.

Don Cracco

Traldariano. Un corpulento chierico della Chiesa di Traldara. Giunto da un paesino rurale per assaggiare il celebre stufato di cervo che si cucina nella taverna della Rocca del Castellano. Percepisce che in questa terra il Male sta avanzato ed è determinato ad ostacolarlo.
Muore nelle Caverne dei Coboldi, sopraffatto da un gran numero di ratti grigi giganti, che mordendolo lo fanno cadere nella botola all’ingresso della grotta.
Le sue ultime parole, rivolte ai ratti, sono: “Figli e bottana!”
L’ultimo pensiero di Don Cracco è estremamente pessimistico: “Il buon Halav mi ha abbandonato, e il Caos Malvagio è… inarrestabile.
Halav, salvali tu, io aggio fallito…”

Sopravvissuto alle Caverne del Caos per 4 giorni.

Werley
Un ladro. Viene da Glantri, dal principato di Belcadiz ed è (“era”, ma lui ancora non lo sa…) il fedele compagno di Balthazaar. I due si
erano dati appuntamenti qui alla Rocca del Castellano.
Muore nelle Caverne dei Coboldi, sopraffatto da un gran numero di ratti grigi giganti. I ratti lo circondano e iniziano ad arrampicarsi sul suo corpo. Cade a terra e i topi iniziano a scarnificarlo. Quando uno dei topi con un morso gli strappa un occhio, le ferite diventano troppe e Werley ci lascia per sempre.
Ultime parole: “Ucciso da un topo. È un vero disonore.”
E così muore, pensando che Balthazaar sicuramente troverà il suo cadavere e gli darà degna sepoltura. Werley non saprà mai che anche Balthazaar è morto.
Sopravvissuto alle Caverne del Caos per 3 giorni.

Aliathis
Elfa Callarii, innamorata di Cacaroth. Anche lei in cerca del guerriero. Per essere un’elfa è piuttosto brutta.
Incontra la morte nelle caverne di coboldi. Per lanciare un incantesimo si attarda dalla fuga e i coboldi la circondano, finendola con le loro armi rugginose.
Aliathis cade, mormorando: “Cacaroth, mi dispiace…”. Proferite queste ultime parole, l’elfa ruzzola nella botola.
Sopravvissuto alle Caverne del Caos per 4 giorni.

Dmitri
Apprendista del mago Onofrius Tentz, discepolo di Teldon, Capo della Gilda dei Maghi di Specularum, Dmitri è di origini traldariane, ma con il suo popolo non sembra condividere le forti pulsioni superstiziose. È giunto alla Rocca del Castellano perché il suo maestro gli ha intimato di combinare qualcosa nella vita.
Morto nelle caverne dei coboldi, ucciso dai coboldi, dopo aver esaurito i suoi incantesimi.
Sopravvissuto alle Caverne del Caos per 14 giorni.