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GIORNO 4

Lo scontro con i draconici davanti all’albero di Ironclaw caduto si è rivelato troppo per il gruppo di eroi, caduto in pieno nell’imboscata. 

Gli eroi si risvegliano all’interno delle enormi gabbie di bambù, privi del proprio equipaggiamento, e si accorgono immediatamente che… alcuni di loro non ci sono! Quando tutto era ormai perduto, il Bastone di Cristallo Blu ha fatto la sua divina magia e in un lampo di luce azzurra ha teletrasportato altrove Goldmoon, Riverwind, Sturm, e Tanis, che ora si sono risvegliati su una torre diroccata in mezzo alle acque palustri, poco distanti dalle gabbie in cui vengono tenuti gli altri compagni. 

I compagni, stupefatti per il teletrasporto che li ha portati in salvo, iniziano a pianificare una strategia per salvare i compagni, ma non si rivela necessario perché è Flint a prendere l’iniziativa. 

Il nano prende a testate le sbarre, verificandone la robustezza. A quel punto si solleva issandosi sulle sbarre in alto, e oscillando, sfonda la gabbia con i piedi, rovinando però rumorosamente a terra con il sedere.

Tasslehoff: “Ih, ih, ih! Che culata con quel culone! Ih, ih, ih! Flint, il tuo culone è l’arma più forte del reame!!! Ih, ih, ih!”

I numerosi draconici raccolti intorno alla statua di vimini del drago si mobilitano, ma sono presi di sorpresa dall’improvvisa fuga dei loro prigionieri, che guadagnano un minimo di vantaggio e scappano in direzione nord.

Dalla loro torre diroccata, gli altri eroi al sicuro hanno visto tutto, e si precipitano giù per raggiungere i compagni. 

Raistlin, affaticato, scappa sorretto dal fratello, ma non rinuncia a guardarsi intorno, ipotizzando che gli oggetti sequestrati siano in una delle tende nell’accampamento. 

Nella fuga il gruppo attraversa di nuovo le acque della palude, passando sopra un obelisco con una incisione in un linguaggio antico. Non c’è tempo per leggerla, ma Caramon e Sturm riescono a rovesciare l’obelisco, rallentando così il guado dei draconici all’inseguimento. 

Il gruppo raggiunge quella che doveva essere un’ampia piazza centrale della città di Xak Tsaroth.

Dopo essere emersa dalla densa giungla, un’ampia strada lastricata corre da nord a sud attraverso un complesso di edifici in rovina, biforcandosi anche verso ovest. Ovunque colonne ed edifici sprofondano e si inclinano nel terreno fangoso. A est si stende un cortile lastricato in frantumi, in mezzo ad edifici in frantumi. Oltre il cortile si ergono quattro colonne, ma ormai non c’è più alcuna traccia dell’edificio che un tempo dovevano sostenere. Proprio davanti a queste colonne, un grosso pozzo si spalanca nella terra. Vapori caldi si sollevano dal pozzo. A nord del pozzo c’è l’unico edificio che ancora si regge in piedi, anche se il tempo e le intemperie ne hanno messo a dura prova le pareti esterne. 

Tasslehoff non ci pensa due volte e si avventa, curiosissimo, sul pozzo. Flint, ansimando, lo insegue per portarlo via. 

Il pozzo sprofonda nelle tenebre, da cui si solleva una corrente di aria malsana. Il vapore e un pesante odore di marciume rende difficile accertarne l’esatta profondità. 

Riverwind ha un nuovo flashback di terribili eventi accaduti durante la sua cerca dei Vei Dei: “… la morte dalle ali neri… dalle ali neri…”

E “la morte dalle ali nere” arriva davvero. Possenti colpi di ali rimbombano dal profondo del pozzo nero, anticipando l’uscita di un possente drago nero dal fondo del pozzo!!! 

I DRAGHI ESISTONO.
I DRAGHI SONO TORNATI.

I draconici all’inseguimento del gruppo vedono il drago uscire dal pozzo e si danno alla fuga.

Il drago, rivolto a Riverwind: “Restituiscimi ciò che mi hai rubato!”

Risponde Tasslehoff, come per un istinto naturale: “Io non ho rubato nulla!”

Il drago volteggia e sputa il suo soffio acido su Riverwind, il cui corpo si scioglie in un ammasso di poltiglia fumante sotto gli occhi increduli di Goldmoon. 

Il drago, prima di gettarsi di nuovo nel pozzo, intima nuovamente qualcosa agli eroi: “Riportate subito qui il bastone, o gli eserciti dei draghi verranno a prenderselo!”

Col drago che è sparito nel pozzo, torna di nuovo la quiete, ma il gruppo non può indugiare o presto torneranno i draconici. 

Ed è ora che accade il miracolo inatteso.
Goldmoon, piangente, si avvicina ai resti fumanti del suo amato e invocando il divino potere del Bastone di Cristallo Blu lo riporta in vita davanti agli occhi di tutti.

I VERI DEI ESISTONO.
I VERI DEI SONO TORNATI.

Ma non c’è tempo da perdere. Gli eroi trovano rifugio all’interno dell’edificio integro poco distante.

Doppie porte di oro ormai ossidato sigillano entrambe le estremità di questo corridoio. Degli archi ovali di colore blu si innalzano di circa 9 metri, a sorreggere il soffitto. 

Le porte d’oro si aprono nella stanza centrale del tempio. Un’imponente cupola si solleva altissima, sopra l’elegante pavimento. È come se qui il tempo si fosse fermato. Al centro di questa stanza circolare si erge una statua di pietra levigata, dalla grazia e dalla bellezza uniche: rappresenta una donna aggraziata in una tunica fluente. I capelli le ricadono sulle spalle e sul collo, che è agghindato con un dettagliato amuleto. Negli occhi la statua ha una radiosa speranza, solo vagamente velata di un tocco di tristezza. Nella stanza si avverte distintamente un senso di amore e di calore. 

Ed è qui che Goldmoon ode le parole.

“Mia amata discepola, gli Dei non hanno mai voltato le spalle all’uomo. L’uomo ha voltato le spalle ai veri Dei e ora cerca dei che non esistono. Ma la fine delle tenebre si appropinqua. Krynn sta per essere messo alla più dura delle prove. L’uomo avrà bisogno più che mai della verità. Spetterà a te restituire all’uomo la verità e il potere dei veri Dei. È il momento di ripristinare l’equilibrio.

Per ottenere il potere, ti servirà la verità degli Dei. Molto sotto questo tempio, si trovano i Dischi di Mishakal: dei dischi circolari di platino, che sono tutto ciò di cui avrai bisogno per invocare il mio potere. Dovrai recuperare questi dischi.

Ma il tuo cammino non sarà facile. I Dischi di Mishakal adesso si trovano nella tana di un drago. Per questo io ti ricarico il tuo bastone: se lo mostrerai con coraggio, senza nessun indugio, allora prevarrai. Ma nemmeno allora il tuo viaggio sarà completo: a quel punto dovrai andartene da questo luogo, in cerca di una vera Guida del Popolo.” 

I VERI DEI ESISTONO.
I VERI DEI SONO TORNATI.
I VERI DEI CI PARLANO.

Appoggiato sopra la statua, il Bastone di Cristallo Blu recupera tutte le sue cariche.

Flint conclude così: “Siamo messi parecchio bene… ora si inizia a parlare anche con le statue!”

COMMENTI DI ASTINUS:

  • Se la battaglia dell’Ironclaw è una sconfitta annunciata per quei gruppi che ci finiscono dentro a testa bassa, è qui che si capisce con chiarezza l’importanza del Bastone di Cristallo Blu. Il master DEVE usarlo per salvare il gruppo dalla sconfitta contro i draconici e poi per resuscitare i PG che immancabilmente verranno uccisi dal drago.
  • Personalmente non era strettamente necessario, però ho scelto di teletrasportare via una parte del gruppo per cercare di creare una situazione di evasione dalle gabbie più interessante. Poi il gruppo ha proceduto a testa bassa, ma è stato comunque un rischio enorme da parte loro, vista la forza di quel contingente di draconici. E comunque ora metà del gruppo è senza equipaggiamento.
  • Per quanto riguarda il drago, giocandolo per quell’essere arrogante quale è, l’ho fatto concentrare solo su Riverwind, che ha ucciso senza pensarci due volte (consentendomi così di rivelare a tutti anche i veri poteri del Bastone). Poi ho stabilito che il drago non fosse interessato ad uccidere gli altri, magari nella speranza che (capendo il pericolo per la loro gente) riportassero spontaneamente il bastone nelle rovine. Del resto questo è lo stesso ragionamento che i draconici hanno fatto con gli Alti Cercatori di Haven (in sostanza: “dateci il bastone e salveremo la vostra città”).
  • Ho invece riferito esplicitamente il messaggio della statua, affinché sia chiarissimo quello che ora devono fare: andare nella tana del drago e recuperare i Dischi di Mishakal.