Il blog degli eroi old school

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“Volevi il Bastone, Onice?… Eccotelo!”

(Tempo di lettura: meno di sette minuti)

Sunstar di Que-Shu abbraccia Goldmoon e le rivela di essere scappata alla prigionia dei draconici, che la tenevano in una cella insieme a Raven Eye. Per quanto ne sa, loro due sono gli unici due sopravvissuti della tribù (oltre a Goldmoon e a Riverwind, ovviamente). Sunstar si scusa con Goldmoon per quello che la tribù ha fatto a Riverwind; quei fatti oggi sembrano insulsi e inutili.

Goldmoon e Riverwind concedono il loro perdono così Sunstar si unisce al gruppo. 

Gli eroi decidono di non indugiare e di recarsi direttamente nell’antico tempio dove si nasconde il drago. Se i Dischi di Mishakal sono da qualche parte, sono certamente nella tana del drago nero!

L’Highbulp e il sopravvissuto di Que-Shu

(Tempo di lettura: tre minuti e mezzo)

Finalmente anche il secondo calderone con il resto degli eroi scende nella piazza di Xak Tsaroth, e Goldmoon può usare il Bastone di Cristallo Blu per curare il povero Kender, che nel frattempo sta farneticando qualcosa a riguardo a una “scatolina” (probabilmente lo scrigno in bilico sul baratro, visto nelle cripte del Tempio). 

Proprio in quel momento uno sciame di ragni giganti esce da un edificio in rovina che affaccia sulla piazza. Gli eroi mantengono la calma e gettano del cibo ai ragni, che per fortuna si allontanano velocemente dal gruppo. 

L’Amuleto del Drago Arcano

(Tempo di lettura: meno di tre minuti)

Il gruppo ha conquistato l’ascensore, ma è comunque indeciso sul da farsi. Scendere per l’ascensore oppure tramite il condotto fognario che i nani di fosso usano per risalire?

Nel frattempo i nani di fosso che facevano da contrappeso al calderone con i draconici fulminati da Raistlin devono essere scesi e quindi il calderone con i quattro draconici morti inizia a ridiscendere. 

“Sì, faccio il draconico arrosto!”

(Tempo di lettura: due minuti e mezzo)

Il gruppo si decide quindi a scendere al livello inferiore del tempio.
Flint: “Kender, vai avanti tu!”
Tas: “Perfetto, almeno non sento la puzza del tuo culone.”

Il gruppo discende in quelle che dovevano essere le cripte del Tempio di Mishakal, nelle quali ore si aprano degli enormi crepacci che sprigionano una nebbia densa e calda.
Un rumore metallico, simile a quello di un ingranaggio, riecheggia per il livello e un brusio incessante proviene da ovest.
Con cautela il gruppo cerca di esaminare la fonte dei due rumori, e scopre una lunga fila indiana di viscidi nani di fosso. Restano in coda, per poi (allo schiocco di una frusta più a sud) correre verso sud, salvo poi fermarsi di nuovo.

“Fulmine magico?!? Che fai? Il pollo arrosto?”

(Tempo di lettura: 2 minuti)

La missione di Mishakal sembra aver motivato il gruppo, desideroso di scendere ai piani inferiori ma che sceglie in prima battuta di riposarsi, per permettere a Raistlin di recuperare le forze. Si rimanda a un momento non meglio precisato il recupero delle armi sottratte quando alcuni membri del gruppo sono stati presi prigionieri.
Riverwind, ancora shockato per il ritorno alla vita, si muove a stento e Sturm se lo carica in spalla con spirito di abnegazione. 

Una parte del gruppo si ferma a riposare in una stanza a cupola nell’ala est del tempio, mentre quattro degli otto eroi esplorano timidamente il livello. 

Di Draghi e di Dei

(Tempo di lettura: 6 minuti)

GIORNO 4

Lo scontro con i draconici davanti all’albero di Ironclaw caduto si è rivelato troppo per il gruppo di eroi, caduto in pieno nell’imboscata. 

Gli eroi si risvegliano all’interno delle enormi gabbie di bambù, privi del proprio equipaggiamento, e si accorgono immediatamente che… alcuni di loro non ci sono! Quando tutto era ormai perduto, il Bastone di Cristallo Blu ha fatto la sua divina magia e in un lampo di luce azzurra ha teletrasportato altrove Goldmoon, Riverwind, Sturm, e Tanis, che ora si sono risvegliati su una torre diroccata in mezzo alle acque palustri, poco distanti dalle gabbie in cui vengono tenuti gli altri compagni. 

I compagni, stupefatti per il teletrasporto che li ha portati in salvo, iniziano a pianificare una strategia per salvare i compagni, ma non si rivela necessario perché è Flint a prendere l’iniziativa. 

Il nano prende a testate le sbarre, verificandone la robustezza. A quel punto si solleva issandosi sulle sbarre in alto, e oscillando, sfonda la gabbia con i piedi, rovinando però rumorosamente a terra con il sedere.

Prigionieri!

(Tempo di lettura: tre minuti)

GIORNI 3 e 4

Il viaggio che da Que-Shu conduce all’acquitrino dove dovrebbero trovarsi le rovine di Xak Tsaroth richiede più di un giorno di viaggio, ma per fortuna scorre senza incontri.

Le radici scoperte degli alberi di Ironclaw si intrecciano nel fango e nell’acqua palustre. Felci, rampicanti e alberi di ogni genere impediscono la visuale oltre pochi metri. Il suolo è umido e spugnoso. Tutto è in ombra: il sole appare solo a brevi tratti dalla giungla che sovrasta gli eroi.
Una schiuma verde copre le scure acque palustri. Un acre odore metallico impregna l’aria.

Villaggi bruciati

(Tempo di lettura: due minuti e mezzo)

GIORNO 2

Le pietre frantumate di un’antica strada, attraverso le marroni pianure, sono disseminate ai piedi degli eroi. Le pietre si estendono da nord e a sud.

Il gruppo prosegue così il viaggio lungo la steppa, fino ad incrociare, dopo un giorno di cammino verso est, la vecchia Via del Saggio, oggi in disuso. Sulla strada ormai dissestata gli eroi però trovano impronte dello spostamento di un vero e proprio esercito, che da nord è calato verso sud.

La pianura erbosa diventa rapidamente un secco terreno arso dalle fiamme. Per chilometri in tutte le direzioni queste pianure, un tempo ricoperte di erba, adesso sono completamente carbonizzate. Il lezzo cinereo di terra bruciata riempie l’aria. Grosse creature pesanti hanno calpestato in lungo e in largo il suolo.

Il Fuggitivo

(Tempo di lettura: tre minuti e mezzo)

I pegasi abbandonano il gruppo a metà strada fra Gateway (città dei Cercatori) e Que-Teh (città degli Uomini delle Pianure).

Il gruppo fa il conto con l’amnesia causata dalla Foresta di Darken. Riverwind (studiando le impronte fresche intorno a loro) ipotizza che il gruppo sia stato portato fin qui da dei pegasi; i vaghi ricordi di alcuni membri del gruppo sembrano confermarlo. 

Riverwind rivela agli altri del suo vago ricordo di Xak Tsaroth. 

Goldmoon si ricorda che anche i falsi monaci avevano detto di venire da lì. 

“Il più grande dono mai fatto ad un uomo”

(Tempo di lettura: meno di quattro minuti)

Delle spaventose querce dalle profondissime radici svettano davanti agli eroi. Anche se l’erba e la boscaglia continuano sotto di loro, pieni di ghiande e di rami secchi, è difficile vedere molto oltre nella foresta. 

Il gruppo, abbandonato il piano di recarsi ad Haven per interloquire con gli Alti Cercatori, decide invece di seguire il Cervo Bianco, convinti che dovrà pur esserci un fondo di verità nella leggenda di Huma. 

Tas va avanti come un bambino curioso. Sturm pare quasi in estasi e si sente un giovane Huma. Raistlin però mette tutti in guardia, ricordandogli di non lasciare il sentiero per nessun motivo. Goldmoon si stringe a Riverwind. 

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